La pensione estiva del micio o del cane si potrà scaricare dalle tasse fino a 250 euro. Con l'auspicio che serva ad evitare la piaga annosa degli abbandoni estivi.
L'idea del bonus a quattrozampe è contenuta in una proposta di legge depositata a Montecitorio nei giorni scorsi dal parlamentare della DcA, Giampiero Catone. La proposta punta ad evitare l'abbandono dei cani che nei mesi estivi purtroppo arriva a far registrare percentuali molto elevate e ad offrire un incentivo per i proprietari dei cani a lasciarli, nel periodo delle vacanze, in canili, pensioni e centri adibiti alla loro cura e al loro mantenimento.
Ai proprietari verrà offerta la possibilità di dedurre la spesa fino ad massimo di 250 euro. «La triste pratica degli abbandoni è evidente e drammatica - spiega il parlamentare - basti pensare che ogni tre minuti viene abbandonato un cane, 20 ogni ora, 400 ogni giorno, nonostante le pene sia pecuniarie (da mille a diecimila euro) e restrittive (sino ad un anno d'arresto) per chi si macchia di tale reato. Infatti secondo i dati del ministero della Salute - prosegue Catone - in Italia ,su una popolazione canina di oltre sette milioni, vivono tra canili e rifugi non meno di un milione di animali, oltre a 650 mila cani randagi».
Mentre milioni di italiani s'apprestano a chiudere le valigie e a partire con il primo esodo dell'estate, il ministero del Welfare prerara la campagna di sensibilizzazione contro gli abbandoni. L'annuncio viene dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini che spiega iniziativa e slogan: «Non abbandonarlo, portalo da noi». Ovvero presso i canili pubblici. Contemporaneamente alla campagna promossa dal Welfare, saranno intensificati i controlli dei Nas sia sull'anagrafe canina che sui maltrattamenti degli animali.
«Sono indispensabili anche le campagne di sensibilizzazione promosse dagli enti locali - afferma Piergiorgio Benvenuti, esponente romano della Pdl - per ricordare che ogni anno decine di migliaia di animali domestici in Italia vengono abbandonati prima della partenza per le vacanze. Vi è anche da sensibilizzare ogni organo d'informazione ad intervenire con servizi giornalistici e spot anti-abbandono, ricordando le leggi esistenti in materia, ma soprattutto contribuendo a creare quel clima di sensibilizzazione, rispetto e di amore nei confronti degli animali».
In Italia sono circa 40 milioni gli animali che vivono in casa e in famiglia. Oltre ai 13 milioni di cani e gatti, del censimento fanno parte i pesci rossi, le tartarughe, i furetti, i criceti, i serpenti, i conigli e molti altri. Anche più esotici e originali. Ma quando arriva l'estate questa sintonia si interrompe e sono ancora in troppi a «liberarsi» dell'ingombrante fagotto. Qualsiasi sia la specie: dai cani ai gatti, dagli uccellini tenuti in cattività che raramente riescono a sopravvivere in libertà, ai pesci rossi neppure lasciati in un corso d'acqua ma scaricati nel water. Per questo motivo c'è ancora tanto da fare anche sul piano dell'educazione e della sensibilizzazione nei confronti delle «altre» creature.
«Bisogna sconfiggere l'idea - prosegue Benvenuti - di avere un animale in casa e alla prima occasione scomoda di potersene sbarazzare. Sarebbe interessante inoltre affrontare i vari problemi connessi con la presenza degli animali in città, ad esempio l'installazione di colonnine per la distribuzione dei sacchetti per la raccolta della deiezioni canine, la realizzazione di aree urbane riservate ai cani magari lungo il Tevere, da tanto richieste dai cittadini». Intanto, in questi giorni nei quartieri romani di Marconi e Magliana, in collaborazione con l'associazione L'Arca di Noè, si svolgeranno iniziative per sensibilizzare i cittadini al maggior rispetto per gli animali, ma anche con l'organizzazione di raccolte di cibo per cani e gatti, che servirà a dare ristoro durante l'estate a colonie di animali abbandonati o randagi attraverso l'impegno dei volontari. Impegno che seppur lodevole non basta ad affrontare le tante emergenze quotidiane.
Per la tutela e protezione degli animali servono politiche organizzative degli enti locali, adeguate strutture di ricovero nelle grandi città ma soprattutto nei centri minori, insieme a politiche culturali, capaci di imprimere nelle persone la svolta emotiva, la sola in grado di fare la differenza che permette di guardare al proprio animale e sentirsi felici di averlo incontrato.
fonte: IL TEMPO
lunedì 30 giugno 2008
Un "bonus dog" contro l'abbandono estivo
Pubblicato da
Manuela Valletti
a
18:52
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